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SuperEnalotto, esce il "6" da 72 milioni
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Da La Stampa
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MILANO - E alla fine il «6» da record è uscito. Un sistema da poco più di cento euro giocato in un bar-tabacchi della periferia di Milano ha fruttato oltre 72 milioni di euro al SuperEnalotto, la vincita più alta mai registrata in Europa. Alla ricevitoria hanno festeggiato stappando lo champagne; ricordano di aver messo a punto loro il mini-sistema vincente, uno dei tanti poi divisi in quote in queste settimane di caccia al sogno miliardario, e ovviamente negano di ricordarsi con precisione chi lo ha giocato: clienti abituali, ma anche persone di passaggio.
«Hai visto Nicola? Questa volta abbiamo vinto, vinto». Alza la cornetta e telefona subito al Bar Tabacchi «Valente», via Giovanni da Cermenate, periferia Sud di Milano, il più veloce dei dieci vincitori del SuperEnalotto più ricco della storia. Da spartirsi avranno 72 milioni 90 mila e 405,19 euro. Anzi di più: la schedina non ha collezionato solo il prezioso "6", ma in serie ha azzeccato otto "5" e cinque "4".
«Non è una giocata singola - racconta a caldo, mentre il bar viene invaso da una piccola folla di curiosi e abituè, Nicola Zifarelli, 39 anni, autore della schedina vincente e figlio della titolare della tabaccheria - ma un sistema da 126 euro che ho compilato lunedì scorso. Ognuno quindi ha pagato la sua quota 12,6 euro». Se l'aspettava la vittoria? «Aspettarmela no. Ma diciamo che qualcosa nell'aria c'era...». Il sistema nato da una combinazione casuale generata dalla macchinetta elettronica ("noi non abbiamo comprato neppure una quota, mnnnaggia") se l'è controllato e ricontrollato. «Finché mi è arrivata pure la telefonata di chi ha vinto. Guardi è stata un'emozione incredibile. Di più, ti senti proprio male. Ero davanti alla tv, stavo controllando le schedine e mi sono accorto di tutto. Certo io non ho idea di cosa potrei fare con una vincita così».
Già, ma chi sono i fortunati? Nicola li conosce tutti, uno per uno. Sorride dietro i suoi baffetti a mosca appena accennati, ma non vuole sbottonarsi: «Se vi dico qualcosa poi gli danno la caccia» ride. Però ne traccia l'identikit. «E' gente della zona, operai, commercianti. Gente onesta, insomma». In jeans e maglietta, è ancora frastornato dalla bagarre. Non gente particolarmente bisognosa, «anche se a qualcuno faranno certamente comodo». Tra questi c'è «anche un pensionato, che al mese non guadagna più di 350 euro. E ogni mattina non manca mai, per il caffè, il bianchino».
La madre, Savina Valente, 68 anni e titolare del bar, capelli biondi cotonati a dovere, si barcamena a stento tra chi la vuole toccare («sei tu che porti fortuna», le urlano). «E' la prima volta che nella nostra tabaccheria avviene una vincita del genere - dice - . Non ci posso credere. Sono qui da 20 anni, da 40 anni faccio la tabaccaia. Fino ad oggi piccole vincite, ma mai una cosa del genere». Nel piccolo bar - quattro tavolini, un lungo bancone e un separò che divide con la tabaccheria - si festeggia con fiumi di champagne («oh, questa bottiglia costa 120 euro, mica noccioline»). Il capannello attorno alle insegne blu del «Valente» cresce e qualcuno tira fuori la propria schedina che "ho giocato proprio qui, sempre gli stessi numeri, ma non ho vinto io". Eppure a un certo punto si sparge la voce che qualcuno dei vincitori, mischiato tra le magliette e le tute, c'è. E allora si stappano altre bottiglie. Qualcuna la definisce «una giornata storica per Milano». Dopotutto quella di via Giovanni da Cermenate è la più alta vincita mai realizzata in Italia. L'ultima era avvenuta il 13 agosto del 2003 sempre nel milanese, a Veduggio con Colzano, dove erano stati portati a casa quasi 66 milioni di euro...
Da La Stampa del 5 maggio 2005, pag. 11
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