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Giorgio Tino pronto a guidare i Monopoli
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Giro di poltrone ai massimi vertici dell'amministrazione finanziaria. Giorgio Tino lascia il dipartimento delle Politiche fiscali, dove era arrivato poco più di anno fa, e passa all'amministrazione dei Monopoli. A sostituirlo dovrebbe essere Andrea Manzitti, consigliere economico del ministro dell'Economia e delle finanze. La nomina di Tino è attesa al Consiglio dei ministri di questa mattina.
Giorgio Tino, nato ad Avellino nel 1947, è entrato alle Dogane nel 1973. Nel 1990 è direttore generale del personale.Viene nominato nel 1992 a capo della commissione incaricata di predisporre il modello 730 e lega il suo nome a una delle più brillanti operazioni del fisco, che allevia per molti contribuenti l’incubo dei ricorsi IRPEF. Passa poi al segretariato generale del Ministero e poi di nuovo alle Dogane come vice direttore generale. A luglio 2000 è presidente del collegio di direzione del Sinco, il servizio centrale per il
controllo interno. E da maggio dell'anno scorso diventa il primo capo del neonato dipartimento delle Politiche fiscali, la carica che ora è in palio.
La nuova poltrona che lo attende, quella dei Monopoli, è di fatto diventata una sorta di «quinta agenzia», con l'attribuzione di tutta la gestione dei giochi e il controllo sul Coni deciso con il DL 138/2002.
Il candidato più accreditato a occupare il posto lasciato vacante da Tino è Andrea Manzitti, autorevole consigliere giuridico del ministro Giulio Tremonti, con il quale ha collaborato attivamente all'operazione del rimpatrio dei capitali italiani dall'estero, lo «scudo fiscale». Manzitti non è, comunque, il solo candidato, perché fino a pochi giorni fa ricorreva il nome di Matilde Carla Panzeri , capo dei servizi fiscali della Banca d'Italia, che già era data per papabile lo scorso maggio, quando il Governo uscente scelse Giorgio Tino (comunque non sgradito alla casa delle Libertà) per la poltrona delle Politiche fiscali.
Il Dipartimento (che conta oltre 5mila dipendenti) ha un ruolo chiave all'interno del ministero dell'Economia: di fatto controlla l'operato delle agenzie, fungendo da raccordo fra queste e l'autorità politica. Il capo del Dipartimento coordina l'attività degli otto uffici dirigenziali in cui è articolata la struttura e ha alle sue dirette dipendenze due uffici speciali: il controllo interno di gestione e il servizio di vigilanza nei confronti delle agenzie (sotto il profilo di trasparenza, imparzialità e correttezza nell'applicazione delle norme nei confronti dei contribuenti, soprattutto in relazione allo Statuto). Ma la principale funzione di controllo è quella attribuita a uno degli otto uffici dirigenziali, quello dedicato ad «agenzie ed enti della fiscalità», ora diretto da Rosa Russo, che si occupa anche del delicato compito di predisporre le convenzioni e di proporre il relativo stanziamento nel bilancio dello Stato.
Da Il Sole 24 Ore 11 luglio 2002 – pag 20 -
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